GESTIONE DEI MATERIALI DA SCAVO – D.L. 69/2013, art. 41-bis
Con l’entrata in vigore del D.L. 69/2013 (il cosiddetto “decreto del fare”), introdotto dalla legge di conversione n. 98/2013, è stata prevista una disciplina semplificata (art. 41 bis) per i materiali da scavo. In virtù di tale semplificazione normativa il proponente, se ricorrono le condizioni previste, potrà gestire i materiali da scavo qualificandoli come sottoprodotti anziché rifiuti. A tale scopo il proponente dovrà preventivamente inviare all’ARPA una Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio, resa ai sensi del DPR 445/2000 relativa al possesso dei requisiti previsti dall’art. 41-bis. Tale dichiarazione, prevista ai sensi del comma 2 dell’art. 41-bis, dovrà essere inviata al DAP (Dipartimento Ambientale Provinciale) nel cui territorio di competenza ricade il sito di produzione de materiali da scavo.
In attesa di un modulo condiviso da parte del sistema Agenziale ARPA-APPA-ISPRA, si pubblica, in ottemperanza dell’art. all’art. 48 comma 2, una “checklist” redatta da ARPA Puglia con l’indicazione degli elementi essenziali che devono essere inclusi nella dichiarazione suddetta.
Ai sensi dell’art. 71 del DPR 445/2000, l’ARPA Puglia provvederà ad eseguire le seguenti attività:
  • archiviazione delle comunicazione pervenute presso i DAP;
  • controlli sulla conformità e completezza di tutte le dichiarazioni pervenute. Ai sensi del comma 3 dell’art 71 del DPR 445/2000 qualora le dichiarazioni presentino delle irregolarità o delle omissioni rilevabili d’ufficio, non costituenti falsità, il funzionario competente a ricevere la documentazione dà notizia all’interessato di tale irregolarità. Questi è tenuto alla regolarizzazione o al completamento della dichiarazione entro 30 giorni. In mancanza di ciò il procedimento non ha seguito, pertanto non si potranno considerare applicate le condizioni della normativa semplificata per terre e rocce da scavo;
  • controlli a campione sulle dichiarazioni per la verifica di veridicità delle stesse e del rispetto della normativa ambientale. I controlli saranno effettuati da parte del DAP a cui è stata inviata la comunicazione, in base alle disponibilità organizzative dei DAP stessi. I controlli potranno consistere nella richiesta e valutazione di documentazione tecnica ed autorizzativa relativa alle dichiarazioni rese e in sopralluoghi presso i luoghi di produzione, deposito o riutilizzo per la verifica dello stato di fatto.
     
Si ricorda che come previsto dal comma 3 dell’art. 41-bis, al termine degli interventi il proponente dovrà inviare ad ARPA e Comune una comunicazione attestante la conformità di quanto realizzato rispetto a quanto dichiarato. Si precisa inoltre di verificare preliminarmente alle attività di scavo e alla presentazione della comunicazione le condizioni di esclusione dalla disciplina di cui all’art. 41 bis, ed in particolare:
  • D. Lgs, 152/06 e smi, Art. 185 comma 1 lettera c),”non rientrano nel campo di applicazione della parte quarta del presente decreto: il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attività di costruzione, ove sia certo che esso verrà riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui è stato escavato”; In questo caso, il materiale non risulta né rifiuto né sottoprodotto.
  • La gestione dei materiali da scavo nell’ambito di interventi sottoposti a procedimenti di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) e AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) restano regolamentati da quanto previsto dal vigente DM 161/2012.
     

 Si ricorda infine che :

  • sono previste sanzioni penali, in caso di dichiarazione non veritiere e di falsità negli atti dall’articolo 76 del DPR 445/2000, con conseguente decadenza dei benefici di cui all’articolo 75 del DPR 445/2000;
  • il mancato rispetto delle condizioni di cui all’art 41-bis comporta l’inapplicabilità al materiale della qualifica di sottoprodotto prevista dall’art. 184-bis del D.Lgs 152/06, e conseguentemente l’applicabilità del regime normativo e sanzionatorio previsto per la gestione dei rifiuti.
  Riferimenti Normativi:
  • DL 69/2013 – art 41-bis
  • D.Lgs. 152/06
  • DPR 445/2000
  • DM 161/2012

     

    Modifiche della normativa vigente.

    Il Consiglio dei Ministri del 19/05/2017 ha varato definitivamente il DPR che, con 31 articoli e 10 allegati, riforma la disciplina sulla gestione delle terre e rocce di scavo. Si tratta della revisione definitiva dello schema di decreto n.279/2016 approvato dal CDM del 14/072016, ma non ratificato dal Presidente della Repubblica. Il decreto sarà presto pubblicato in Gazzetta ufficiale e dalla sua entrata in vigore saranno abrogati il Dm 161/2012 sulla gestione dei grandi cantieri; l'articolo 184-bis, comma 2-bis, Dlgs 152/2006 che ne chiarisce il campo di applicazione; gli articoli 41, comma 2 e 41-bis Dl 69/2013 (legge 98/2013) sui materiali di riporto e sulla gestione dei piccoli cantieri. Il nuovo DPR attua la delega regolamentare concessa dal Parlamento al Governo con l'articolo 8 del Dl 133/2014 (legge 164/2014) e riscrive integralmente, semplificandola, una disciplina articolata e complessa. Non è ancora nota la data precisa di entrata in vigore. Il testo del decreto è disponibile al link sottostante.
     

 

 

Contenuti a cura di Francesco Busseti, Arturo Fabio D'Aprile, Mina Lacarbonara e Domenico Gramegna - UOC Acqua e Suolo Direzione Scientifica
Pubblicazione a cura di Luigi Carrino- Ultima modifica 24.05.2017