Tema Ambientale: Rischi Industriali
 
U.O.S.  Servizio Tecnologie della Sicurezza e Gestione dell' Emergenza

Attività Specifica

L’Agenzia svolge attività in materia di sicurezza di macchine e impianti, di rischi industriali e di gestione dell' emergenza, come previsto dal Regolamento della Regione Puglia n. 7/08.
In particolare, il Servizio Tecnologie della Sicurezza e Gestione dell' Emergenza svolge attività in ambito di:
- prevenzione degli incidenti rilevanti, ai sensi del D.Lgs. n. 334/99 e s.m.i.;
- verifiche impiantistiche, ai sensi dell’art. 71 del D.Lgs. n. 81/08 e s.m.i.;
- gestione delle emergenze ambientali ed industriali.

Prevenzione degli Incidenti Rilevanti
Con il termine di “rischio industriale”, si intende fare riferimento a quella componente del rischio tecnologico (cioè dovuto peculiarmente all’attività antropica) che si correla alla presenza di infrastrutture industriali in cui vengono manipolate sostanze pericolose, qualunque sia la loro dimensione.
La presenza sul territorio di stabilimenti industriali, che utilizzano o detengono sostanze chimiche per le loro attività produttive, espone la popolazione e l’ambiente circostante al rischio industriale. Un incidente industriale può, infatti, provocare danni alla popolazione e al territorio.
L’analisi e la regolamentazione del Rischio di Incidente Rilevante sono state avviate per la prima volta, nell’ambito della Comunità Europea, con la Direttiva 82/501/CE, “Direttiva Seveso”, a seguito dell’incidente avvenuto all’ICMESA di Seveso (Mi) nel 1976, ove vi fu un’emissione di diossina in atmosfera.
Nel corso degli anni, tale direttiva è stata revisionata mediante l’emanazione della Direttiva 96/82/CE, detta “Seveso II”, recepita in Italia con il D.Lgs. n. 334 del 17 agosto 1999, e successivamente della Direttiva 2003/105/CE, meglio nota come “Seveso III”, recepita a seguito dell’emanazione del D.lgs. n. 238 del 21 settembre 2005. A partire dall’1 giugno 2015, la Direttiva 96/82/CE è abrogata dalla Direttiva 2012/18/UE.
L’evoluzione del quadro normativo traccia con chiarezza il mutato approccio che la Commissione Europea e la Comunità Scientifica hanno delineato. Si è passati, infatti, da un concetto di sicurezza rivolto principalmente alle installazioni industriali ed ai lavoratori, ad uno che vede le attività produttive nel contesto territoriale, urbano ed ambientale in cui sorgono, con riferimento specifico alla tutela della popolazione e dell’ambiente.
L'assoggettabilità di uno stabilimento alla normativa Seveso è basata su un meccanismo che tiene conto della pericolosità intrinseca delle sostanze e dei preparati presenti (ad esempio tossiche, molto tossiche, comburenti, esplosive, infiammabili, pericolose per l’ambiente) e delle loro quantità.
I gestori degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante devono inviare alle Autorità competenti una Notifica, ai sensi dell’art. 6 del D.Lgs. 334/99 e s.m.i., e vengono quindi inseriti nel Registro delle Aziende a Rischio di incidente Rilevante.

Attività a Rischio di Incidente Rilevante in Puglia
Gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante sul territorio regionale sono 44; di questi 28 soggetti alla notifica di cui all’art. 6 del D.Lgs. 238/05 e 16 soggetti alla notifica completa di Rapporto di Sicurezza di cui all’art. 8. Dal punto di vista della distribuzione geografica provinciale, la provincia di Bari risulta essere caratterizzata dal maggior numero di stabilimenti a rischio, tuttavia è importante precisare che nelle aree industriali di Taranto e di Brindisi insistono importanti industrie di processo, le quali hanno una pericolosità intrinseca più elevata rispetto ai depositi, peraltro spesso delocalizzati, presenti nelle restanti province della regione.

Attività di Controllo in Puglia sugli Stabilimenti rientranti nelle direttive Seveso
Per gli Stabilimenti a Rischio d’Incidente Rilevante sono previste diverse attività di controllo, finalizzate a verificare l’adeguatezza delle misure di sicurezza poste in essere dal gestore per la prevenzione degli incidenti rilevanti:
- Verifiche ispettive sui Sistemi di Gestione della Sicurezza;
- Istruttorie dei Rapporti di Sicurezza;
- Pianificazione dell'emergenza;
- Compatibilità territoriale e ambientale.

Il Servizio Tecnologie della Sicurezza e Gestione dell' Emergenza dell’Agenzia effettua le visite ispettive sui sistemi di gestione della sicurezza presso gli stabilimenti soggetti agli obblighi, di cui agli articolo 6 e 7 del D.Lgs. n. 334/99 e s.m.i., come previsto dalla Legge Regionale n. 6/08 e partecipa alle attività istruttorie sui Rapporti di Sicurezza in seno al  Comitato Tecnico Regionale per la Prevenzione Incendi (CTR), di cui all’art. 19 del D.lgs. n. 334/99 e s.m.i.,  che è integrato da due esperti dell’ARPA Puglia.

 

Verifiche Impianti e attrezzature 

Mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature sicure è obbligo di ogni datore di lavoro. Collaudi, verifiche e altre attività di controllo sono fondamentali per garantire la sicurezza di macchine, apparecchi, utensili ed impianti utilizzati nei luoghi di lavoro.
Di seguito si riportano, in sintesi, le attività di verifica e controllo che il legislatore ha attribuito alle Arpa/ASL, i riferimenti legislativi pertinenti, la modulistica per l’inoltro delle richieste ed i servizi online attivi.
L’introduzione del testo unico per la sicurezza il D.lgs n°81 del 9 aprile 2008, ha di fatto riassunto il complicato panorama delle verifiche periodiche, imponendo che le attrezzature richiamate nell’ allegato VII del D.lgs stesso debbano essere sottoposte ad una prima verifica periodica da parte di INAIL (ex ISPESL) e, con cadenze individuate nel medesimo allegato, a successive verifiche periodiche da parte delle ARPA, ASL e soggetti abilitati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Al fine di ottemperare a quanto previsto dal DM 11 aprile 2011, Arpa Puglia si è dotata di un software per la gestione delle richieste di verifica delle attrezzature da lavoro. Per rendere più efficace ed efficiente l’attività dell’Agenzia, a partire dal 10 dicembre 2012, tutte le richieste di verifica dovranno essere inoltrate ricorrendo al suddetto software, attraverso il portale ARPA MIP, che permette l'invio on-line di tutta la modulistica predisposta, visionabile dal seguente link: Servizio ARPAMIP