Monitoraggio radon nelle scuole dei quartieri Tamburi e Borgo di Taranto

Il gas radon è un gas nobile radioattivo naturale che viene generato nella crosta terrestre. Essendo un gas nobile tende ad abbandonare la crosta terrestre in cui si è formato e a passare in atmosfera. All’aperto il gas radon si diluisce, mentre in ambienti chiusi, soprattutto quelli al piano interrato, seminterrato o terra, tende a concentrarsi.
Per quanto sopra detto il gas radon è ubiquitario, lo respiriamo all’aperto ed al chiuso. Tuttavia la concentrazione all’aperto è molto minore di quella che può aversi all’interno di ambienti chiusi. L'esposizione al radon è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.
Per avere informazioni autorevoli su cosa è il radon e sugli effetti sulla salute invitiamo a consultare la pagina web dedicata al tema dall’Istituto Superiore di Sanità.

Si invita inoltre a visitare la pagina web dedicata al radon sul sito di questa agenzia

La normativa nazionale di riferimento, che regola l’esposizione al gas radon per gli ambienti di lavoro, è data dal D.lgs. 230/95 e s.m.i. (D.lgs.241/00), la quale prevede l’obbligo alla determinazione dell’esposizione al gas radon solo per gli Esercenti di attività lavorative durante le quali i lavoratori e, eventualmente, persone del pubblico, sono esposte in particolari luoghi di lavoro quali tunnel, sottovie, catacombe, grotte e, comunque, in tutti i luoghi di lavoro sotterranei. Il limite, detto livello di azione, per tali ambienti di lavoro è di 500 Bq/m3 di concentrazione di attività di radon media in un anno, superato il quale “l’esercente pone in essere azioni di rimedio idonee a ridurre le grandezze misurate al disotto del predetto livello”.

La  normativa regionale che regola l’esposizione al gas radon è la Legge Regionale 30/2016, modificata dall’art. 25 della  Legge Regionale 36/2017, la quale prevede che:
•     Art. 4 - comma 2, punto a)  – gli esercenti di attività presso edifici strategici di cui al D.M. 14/01/2008 e destinati all’istruzione, compresi gli asili nido e le scuole materne, provvedano ad eseguire  mediante strumentazione passiva, in tutti i locali dell’immobile interessato, misure di concentrazione di gas radon al fine di accertare l’eventuale superamento del livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso pari a 300 Bq/m3;
•     Art. 4 - comma 2 punto b) - gli esercenti di attività in locali interrati, seminterrati e locali a piano terra e aperti al pubblico, con esclusione dei residenziali e dei vani tecnici isolati al servizio di impianti a rete, provvedano ad eseguire  mediante strumentazione passiva misure di concentrazione di gas radon al fine di accertare l’eventuale superamento del livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso pari a 300 Bq/m3. Sono esentati dagli obblighi di misurazione i locali a piano terra (aperti al pubblico) con superficie non superiore a 20 mq, salvo che in virtù di collegamento strutturale con altri locali non derivi il superamento del limite dimensionale previsto per l’esenzione, purché dotati di adeguata ventilazione”.

Qualora all’esito delle misurazioni previste dalla L.R. n. 30/2016 e s.m.i., il livello di concentrazione dovesse risultare superiore al limite fissato dal comma 1, il proprietario dell’immobile presenta al comune interessato, entro e non oltre sessanta giorni, un piano di risanamento al quale siano allegati tutti i contenuti formali e sostanziali per la realizzazione delle opere previste, con relativa proposta di crono-programma di realizzazione delle opere le cui previsioni non potranno superare un anno. Il piano di risanamento è approvato dal comune entro e non oltre sessanta giorni dalla sua presentazione, previa richiesta di esame e parere alla ASL competente.

Tranne il caso in cui è previsto il rilascio del permesso di costruire, decorsi sessanta giorni dalla presentazione del piano di risanamento, senza che l’autorità comunale abbia notificato osservazioni, ovvero senza che abbia inibito con provvedimento espresso la realizzazione degli interventi di risanamento, il proprietario dell’immobile deve avviare l’esecuzione delle opere previste, con le modalità e i termini contenuti nella stessa proposta di piano di risanamento presentata, purché compatibili con quelli previsti dalla presente legge e dalla normativa in vigore.

Le opere previste dal piano di risanamento, devono essere concluse nel termine indicato dall’autorità comunale con l’atto di approvazione, e comunque in un termine non superiore ad un anno, salvo proroga per un tempo non superiore a ulteriori sei mesi per comprovati motivi oggettivi. Terminati i lavori previsti dal piano di risanamento, il proprietario dell’immobile effettua le nuove misurazioni di concentrazione di attività di gas radon su base annuale e dichiara al comune, sotto la responsabilità di un tecnico esperto nella materia, il rispetto dei limiti previsti dalla presente legge.Il mancato rispetto dei termini e delle modalità di risanamento dichiarate nel relativo piano presentato, determina la sospensione della certificazione di agibilità per dettato di legge, e con  provvedimento espresso può essere disposto il conseguente sgombero forzoso dell’immobile. La sospensione della certificazione di agibilità può essere revocata solo con provvedimento espresso, dopo puntuali verifiche sull’osservanza dei livelli di concentrazione annuale di attività di gas radon e in ogni caso dopo l’espletamento di tutte le attività consequenziali tecnico-amministrative stabilite dall’ordinamento statale in materia di agibilità.

Per quanto riguarda gli ambienti in cui è stato rilevato il superamento del livello di azione di 500 Bq/m3 (solo ambienti di lavoro) fissato dal D.Lgs.230/95 e s.m.i. o del livello limite di riferimento di 300 Bq/3  fissato dalla L.R. n.30/2016 e s.m.i. entrambe le normative non prevedono l’interdizione ad horas degli stessi ambienti.


Nell’ambito del Piano Nazionale Radon per la riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia e delle attività di monitoraggio del radon previste in carico alla scrivente Agenzia nel Piano Regionale della Prevenzione, in linea con la Legge Regionale n. 30/2016 e s.m.i., questa Agenzia ha elaborato un progetto volto a individuare la concentrazione di radon negli edifici scolastici dei quartieri Tamburi e Borgo di Taranto.

Il monitoraggio proposto era gratuito e tutte le operazioni necessarie al posizionamento, ritiro, lettura dei dosimetri ed elaborazione dei dati erano in carico a personale Arpa Puglia.

Con nota prot. 29990 dell’11/05/2017 e successivo sollecito prot. 56293 del 20/09/2017, l’Agenzia ha proposto a tutte le scuole dei quartieri Tamburi e Borgo di Taranto di aderire al progetto.
 Al Progetto hanno aderito:

  1. ISTITUTO MARIA IMMACOLATA - Via Mignogna n.9
  2. ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE "G.Galilei"
    1. Plesso GALILEI, in Via Carducci n.9
    2. Plesso CONSIGLIO, in Via Vittorio Emanuele II n.9
    3. Plesso GABELLI, in Via Verdi n.1
    4. Plesso GIUSTI, in Via Galeso n.63
  3. LICEO SCIENTIFICO STATALE "G.Battaglini", corso Umbero I
  4. LIECEO GINNASIO STATALE "Aristosseno", Viale Virgilio n.15
  5. ISTITUTO COMPRENSIVO "Vico - De Carolis"
    1. Plesso G. Deledda, Via Grazia Deledda n.65
    2. Plesso G. B. VICO, Via SS. Angeli Custodi n. 31
    3. Plesso Ugo De Carolis, Via Archimede n.57
  6. ISTITUTO COMPRENSIVO "XXV Luglio - Bettolo” Via Pitagora n. 73:
    1. Scuola Primaria, Via Pitagora n.73;
    2. Scuola Secondaria di primo grado, via Pupino n.4

 

- Presso il Liceo Statale “G. Battaglini” , il Liceo Statale “Aristosseno”, il monitoraggio è ancora in corso e avrà termine nel prossimo mese di ottobre. Presso Istituto Comprensivo “XXV Luglio - Bettolo” Via Pitagora, 73 il monitoraggio è ancora in corso e avrà termine nel prossimo mese di maggio 2019. 
- Presso l’ISTITUTO MARIA IMMACOLATA e  Istituto Comprensivo Statale “G. GALILEI” il monitoraggio è terminato nel mese di giugno 2018 e non ha evidenziato il superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3 fissato dalla normativa regionale, in nessuno degli ambienti monitorati.
- Presso l’Istituto Comprensivo Statale “VICO - DE CAROLIS”, il monitoraggio è terminato nel mese di luglio 2018. (Relazione allegata)
- Il monitoraggio eseguito presso il plesso G. Deledda, Via Grazia Deledda, 65 ha evidenziato il superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3 fissato dalla normativa regionale all’interno di n. 2 ambienti su un totale di 40 esaminati;
- Il monitoraggio eseguito presso il plesso G. B. VICO, Via SS. Angeli Custodi, 31 ha evidenziato il superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3 fissato dalla normativa regionale all’interno di n. 16 ambienti su un totale di 38 esaminati;
- Il monitoraggio eseguito presso il plesso Plesso Ugo De Carolis, Via Archimede, 57  ha evidenziato il superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3 fissato dalla normativa regionale all’interno di n. 9 ambienti su un totale di 43 esaminati.

Poiché l’esito delle misurazioni previste dalla L.R. n. 30/2016 e s.m.i. ha evidenziato il superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3, il Comune di Taranto, proprietario degli immobili, presenta allo stesso Comune di Taranto, entro e non oltre sessanta giorni dall’accertamento del superamento , un piano di risanamento al quale siano allegati tutti i contenuti formali e sostanziali per la realizzazione delle opere previste, con relativa proposta di crono-programma di realizzazione delle opere le cui previsioni non potranno superare un anno. Il piano di risanamento deve essere approvato dal Comune di Taranto entro e non oltre sessanta giorni dalla sua presentazione, previa richiesta di esame e parere alla ASL competente.

Terminati i lavori previsti dal piano di risanamento, il Comune di Taranto, proprietario degli immobili effettua le nuove misurazioni di concentrazione di attività di gas radon su base annuale e dichiara allo stesso Comune, sotto la responsabilità di un tecnico esperto nella materia, il rispetto dei limiti previsti dalla presente legge.
Il mancato rispetto dei termini e delle modalità di risanamento dichiarate nel relativo piano presentato, determina la sospensione della certificazione di agibilità per dettato di legge, e con  provvedimento espresso può essere disposto il conseguente sgombero forzoso dell’immobile.

18/09/18